La Storia

San Giacomo

San Giacomo è una località sita nel comune di Roncade (Treviso) che difficilmente appare sulle carte topografiche, non essendo oggi rappresentata che da una chiesetta e una vecchia casa canonica.

Tracce ufficiali di una cappella in questa zona risalgono al 1231, in una bolla di papa Gregorio IX.

L’edificio è dedicato a San Giacomo, patrono dei pellegrini, in quanto situato vicino ad
un ospizio (oggi casa Rubinato) per i viandanti in cammino verso Roma. In seguito gli straripamenti dei corsi d’acqua, responsabili del parallelo spopolamento della vicina Vallio, distruggono la chiesa, che rimane abbandonata fino al 1505.
In quell’anno un nobile patrizio veneziano, Antonio Giacomo Tiepolo, si prende l’impegno di restaurare chiesa e campanile e di rinnovare la canonica. Poco dopo ottiene dal vescovo Tiburtino Angelo Leonini un curato suddito del pievano di San Civran.

A Tiepolo vengono anche restituiti i beni trasferiti, con la decadenza dei secoli precedenti, al pievano di San Civran, ed una campana che viene ricollocata nel campanile restaurato.

Nella chiesa di San Giacomo sono dipinti, oltre al santo titolare, San Sebastiano e San Rocco.

Va citato, infine, un singolare aneddoto con riflessi miracolistici.

Il 21 agosto 1986 una collaboratrice milanese del quotidiano ‘’L’Avvenire’’, Elena Manzoni, tornando da un pellegrinaggio a San Jacopo di Compostella, transitando sulla autostrada A4 nei pressi all’altezza di San Giacomo perde il controllo del suo camper, il quale esce di strada e si disintegra al lato della carreggiata. La donna e le quattro figlie che si trovavano a bordo del mezzo ne escono perfettamente illese.
Una volta rientrata a Milano Elena Manzoni scopre la straordinaria coincidenza (San Giacomo = San Jacopo) e l’esistenza, nel tredicesimo secolo, di un rifugio per i pellegrini; qualche tempo dopo consegnerà un ex voto alla chiesetta per la grazia che ritiene di aver ricevuto dal santo protettore dei pellegrini.

   CHIESA DI SAN GIACOMO

VITA DEL SANTO

Viene detto il Maggiore per distinguerlo dall’altro Apostolo di Gesù, Giacomo di Alfeo, detto il Minore. Lui e suo fratello Giovanni, sono figli di Zebedeo, pescatore in Betsaida, sul lago di Tiberiade; vengono chiamati da Gesù, che ha già con sé i fratelli Simone e Andrea e anche loro lo seguono. Di lì a poco nacque il collegio apostolico, con Pietro a capo, seguito da altri 11 fedeli che saranno testimoni della Trasfigurazione di Cristo, della risurrezione della figlia di Giairo e della notte al Getsemani. Grazie alle Sacre Scritture conosciamo anche la madre di Giacomo e Giovanni, Salome che ha l’ardire di chiedere a Gesù un posto speciale nel regno dei cieli per i propri figli che si dicevano pronti a seguirlo; Gesù le spiegò che il Figlio dell’Uomo è venuto per servire e non per essere servito (Matteo, 20). Giacomo seguirà in tutto e per tutto il Messia, sarà il primo Apostolo a morire martire nel 42, quando il re Erode cominciò a perseguitare alcuni discepoli di Cristo e Giacomo fu proprio ucciso dalle spade dei soldati di Erode. L’ultima notizia sui Vangeli dell’Apostolo Giacomo è quella del suo martirio, ricordato nel capitolo 12 degli Atti; il re che da il via alla persecuzione è in carica dal 37 ed è odiato e avversato dal popolo, a causa della sua cattiveria e della corruzione, cerca quindi consensi con la condanna a morte dei discepoli di Cristo. Si dice che abbia predicato il Vangelo in Spagna e quando quel Paese cadde in mano araba, nel IX secolo, il corpo del Santo sarebbe stato portato a difesa del popolo, nel nord ovest del Paese, dove sarebbe stato seppellito nel famoso luogo, nominato poi Santiago de Compostela.

Gli spagnoli gli tributano un culto fiducioso ed appassionato, che sarà da sostegno nei terribili anni dell’occupazione araba. La cieca fiducia nel Santo da parte degli spagnoli in difficoltà ha ripercussioni in tutta Europa, tanto che numerosi cristiani cominciano i pellegrinaggi verso le spoglie del Santo a Santiago; la speranza e la passione dei fedeli commuove gli innumerevoli pellegrini che per oltre dieci secoli hanno portato onore a San Giacomo, anche grazie al celebre “Cammino di Santiago”. [fonte:santiebeati.it]